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6 cose curiose sugli animali che non ti aspetteresti

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Curiosità

 

Curiosità in pillole: ecco 6 cose che non ti aspetteresti sui nostri amici animali

Curiosità in pillole è la nostra rubrica dedicata al mondo delle curiosità e delle notizie particolari come avrete intuito. Parliamo di animali: vi sveliamo 5 cose curiose sui nostri amici animali che forse non avreste mai pensato…Cinque cose che non ci aspetteremmo o a cui magari non abbiamo mai fatto caso.

1- I conigli amano la liquirizia, ma non possono mangiarla perchè non digeriscono gli zuccheri.
2- I dalmata sono l’unica razza canina che come l’uomo può ammalarsi di Gotta, sono infatti gli unici mammiferi a produrre Acido Urico.
3- Le lumache hanno 4 nasi: 2 per respirare e 2 per annusare.
4- Le Api da miele hanno peli sugli occhi per poter catturare più polline possibile.
5- La zampa destra della gallina è più sensibile della sinistra che invece è più muscolosa e forte.

6- come vedono i gatti?

 

 

Antardide, scoperto un raro pinguino «biondo»

Indossa uno «smoking» dorato per una particolarità genetica

 

(David Stephens/National Geographic expeditions)(David Stephens/National Geographic expeditions)
MILANO - In un mare di pinguini con la pancia bianca e il dorso scuro, ecco il pinguino «biondo»: alcuni turisti hanno infatti scovato un rarissimo pigoscelide dell'Antartide con un cappotto di «piume dorate». Sembra un albino, ma in realtà la colorazione biancastra è dovuta ad una particolarità genetica. Che lo mette in pericolo da predatori e prede.

 

QUELLO BIONDO - A scovare il singolare uccello in una delle isole Shetland Meridionali, in Antartide, è stato il naturalistaDavid Sthepens nel corso di una crociera organizzata da National Geographic a bordo della Lindlab Expeditions. La colorazione di questo pinguino è dovuta al leucismo, una forma di albinismo incompleto. Gli esemplari di pinguino leucistico, infatti, hanno un ridotto livello di pigmentazione e si distinguono dagli albini per i loro occhi pigmentati. L'albinismo, invece, è provocato dalla mancata produzione di melanina.

QUELLO NERO - La foto del singolare uccello ha già fatto il giro del web. La colorazione «slavata» lo distingue chiaramente dal pigoscelide dell'Antartide, col caratteristico piumaggio simile ad uno smoking. Spiega Stephens: «È estremamente raro riuscire a scovare pinguini con questa tonalità di colore». Per loro, tuttavia, quel cappotto chiaro può essere uno svantaggio non indifferente: di fatto risultano più visibili per i predatori dell'oceano ma anche per le prede. Nel marzo di due anni fa - sempre un fotografo del National Geographic - riuscí a immortalare sull'isola di South Georgia, in Antartide, un esemplare di pinguino tutto nero

Holly, gatta viaggiatrice 
Tornata a casa dopo 62 giorni e 300 chilometri

Ridotta a pelle e ossa era arrivata nel giardino dei vicini di casa dei proprietari. Rintracciati grazie al chip

 

La gatta Holly, quattro anniLa gatta Holly, quattro anni
Campionessa di orienteering: nel novembre scorso i coniugi Jacob e Bonnie Richter della Florida, si erano recati per qualche giorno di vacanza a Daytona Beach. Con loro l’inseparabile gattina Holly di quattro anni. Una notte, forse spaventata dai botti e dai fuochi d’artificio che venivano esplosi sulla spiaggia, il felino è scappato. Per giorni i due proprietari hanno cercato in lungo e in largo l’amata gattina, invano. Poi, come se nulla fosse accaduto, l'amato micio è ricomparso: è tornato a West Palm Beach dopo 62 giorni, facendo un viaggio di oltre 300 chilometri.

 

IMPRESA - Il gatto viaggiatore della Florida non avrà compiuto un'impresa come il micio Vaino che, quattro anni fa, in Finlandia, tornò a casa facendo 800 chilometri. Ciò nonostante, lo straordinario senso di orientamento può fare invidia a molti atleti di orienteering. Holly è stata ritrovata sabato scorso, sfinita e oramai ridotta a pelle e ossa, nel giardino di un vicino di casa della famiglia Richter. Barb Mazzola ha portato l’animale presso un veterinario della zona che, tramite il chip sul gatto, è riuscito a rintracciare i proprietari. «Riusciva a malapena a camminare; non era più in grado di fare nemmeno un ‘miao’», ha raccontato Mazzola alla Abc News. I Richter sono scoppiati in lacrime appena appresa la notizia, racconta invece la Cnn.

MISTERO - Probabilmente resterà un mistero come abbia fatto Holly a ritrovare la via di casa. Soprattutto la ricerca olfattiva, ma anche precisi riferimenti geografici, guida cani e gatti verso gli odori familiari. Imprese e avventure simili sono state raccontate più volte in passato: molti di loro sono ritornati a casa dopo aver percorso centinaia di chilometri anche senza conoscere buona parte dei luoghi attraversati. A questi fatti la scienza non è ancora riuscita a dare una risposta esauriente. Poco male: i gatti sono amati anche per le storie magiche e la loro natura misteriosa

 

Come vedono i gatti? [IMMAGINI]

Come vedono i gatti?

  • Vista del gatto
  • Figure e sfondo
  • Gatti daltonismo

Uno degli errori principali, quando si parla di gatti (e animali in genere), è ritenere che i nostri amici a quattro zampe vedano il mondo esattamente come lo vediamo noi. Ormai sappiamo che non è così e che, anzi, i gatti hanno una vista molto diversa dalla nostra, sia per qualità dell’immagine percepita sia per quantità di informazioni che riesce a sintetizzare. Allora come vedono i gatti? Una risposta può essere trovata nelle incredibili foto dell’artista Nickolay Lamm, che ha messo a confronto il mondo come lo vediamo noi e quello visto dai gatti.

Per realizzare il suo progetto nel modo più accurato possibile, Nickolay Lamm ha lavorato con diversi specialisti che si occupano proprio di animali, dal dottor Kerry L. Ketring della All Animal Eye Clinic al professor D.J. Haeussler dell’Animal Eye Institute, passando per gli oftalmologi del centro veterinario di Penn. Il risultato è stupefacente perché amplia la nostra conoscenza del mondo animale. Ad esempio, abbiamo sempre pensato che la vera grande differenza tra noi e i gatti è che loro possono vedere molto meglio al buio, ma a conti fatti questa non è che una tra le tante caratteristiche peculiari della vista felina.

Visione periferica uomo e gatto

Partiamo proprio dal dato più conosciuto: i gatti vedono molto meglio di noi in penombra, grazie alla forma particolare delle pupilla e alla grandezza della cornea. In media la loro vista è 6-8 volte più efficace della nostra quando la luce è scarsa. Non solo, perché il loro campo visivo si allarga fino a 200 gradi, mentre quello dell’uomo si ferma a 180 gradi; anche la visione periferica mostra delle differenze perché, se quella umana si ferma a 20 gradi per lato, quella dei gatti arriva fino a 30 gradi (nella foto qui in alto, la visione periferica è indicata dall’area sfocata ai margini dell’immagine).

Gatti daltonismo

Ma la vista dei gatti avrà pure qualche difetto, no? Il più grande è senza dubbio il daltonismo. E’ risaputo che i gatti hanno una visone dicromatica, che gli consente di vedere il mondo solo attraverso la gamma dei colori blu-viola e giallo-verde. Recenti ricerche, comunque, avrebbero dimostrato che, in realtà, c’è almeno una terza gamma di colori disponibile nello spettro felino, ovvero quella dei verdi. Nonostante tutto, comunque, anche il daltonismo può trasformarsi in un’arma per i gatti, perché consente loro di distinguere meglio le forme negli ambienti ‘caotici’ separando più facilmente le figure di contesto dallo sfondo (cosa utilissima per la caccia).

La differenza tra uomo e gatto risiede essenzialmente nella morfologia dell’occhio: la retina umana ha molti più coni, soprattutto nella zona della fovea, il che ci consente di giorno una visione incredibilmente ricca di dettagli e di colori vivaci. All’opposto, i gatti (e i cani) non hanno una fovea, sostituita da una zona centralis che ha più bastoncelli che coni. Questo diminuisce la loro efficacia alla luce del sole ma aumenta notevolmente quella in penombra e notturna. Meno dettagli e risoluzione più bassa ma capacità di percepire anche i minimi movimenti molto veloci (capacità 10 volte superiore a quella degli uomini). Il che, per un predatore, è molto più importante che percepire le sfumature di rosso.

 


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